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War Room - Russia, Ucraina, NATO avatar

War Room - Russia, Ucraina, NATO

Un tentativo di riflessione sugli aspetti MILITARI del conflitto, più qualche considerazione sparsa. I tifosi sono pregati di andare a tifare altrove.
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Channel creation dateJun 29, 2022
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Aug 19, 2024

Latest posts in group "War Room - Russia, Ucraina, NATO"

Tornando invece a cose più contemporanee, oggi mi trovate su Spunti di Riflessione, il canale YouTube di Paolo Arigotti che ringrazio per l'intervista (mi trovo a disagio a scrivere intervista, diciamo che sono contento quando mi fanno parlare perché così capisco meglio quello che penso, per cui, appunto, grazie).

Ci trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=t8CjfkNKY1Q

Il canale di Paolo invece è questo: https://www.youtube.com/@paoloarigottigiornalista
(Sulla superstar mediatica ovviamente scherzo, anche perché mi risulta che chi lo è guadagna un pozzo di soldi, per cui)
Una delle conseguenze imprevedibili del mio essere diventato una superstar mediatica è che ogni tanto qualcuno mi chiede di parlare anche di cose diverse dall'Ucraina, cosa della quale sono sempre molto grato soprattutto se, come in questo caso, rientrano nei miei interessi e nelle mie competenze. Quindi immensa gratitudine a Luca Placidi che mi ha intervistato, per il suo canale Tracce di Classe, sull'esperienza socialista in Bulgaria. Abbiamo parlato principalmente del primo ventennio della Repubblica Popolare, con varie incursioni nel periodo successivo che tratteremo più in dettaglio nella seconda parte, che organizzeremo la prossima settimana.

Ci trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=Q-jL4_iganc.

Buon Ministero delle Balene (non saprete di che si tratta, ovviamente, a meno di non seguire il video...).
(Pure von der Leyen in quei giorni ne parlava, ma lei li voleva confiscare per punizione)
Esattamente il 2 dicembre 2022 dicevo che una delle carte che si potevano giocare nelle eventuali trattative di pace era prendere i famosi 300 miliardi di soldi russi bloccati in Europa e usarli, in parte o in toto, per la ricostruzione in cambio della sospensione delle sanzioni. Fa piacere vedere che due anni e due mesi dopo se ne inizia a discutere davvero.

https://www.reuters.com/world/europe/russia-could-concede-300-bln-frozen-assets-part-ukraine-war-settlement-sources-2025-02-21/
Ero rimasto al 9 maggio, anzi al 20 aprile che è Pasqua, anzi al 10 marzo che è il compleanno di Chuck Norris, ma il 24 mi va benissimo che non ho impegni improrogabili.

(Poi naturalmente il 24 saremo in tripudio perché "Putin voleva annunciare la vittoria oggi ma non lo ha fatto quindi UMILIATO e ABBIAMO VINTO NOI")
SPOILER: stavolta ci sono anch'io tra i relatori.

Martedì 25 febbraio inizia il quarto seminario formativo online del GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati) in collaborazione con Unigramsci, coordinato come sempre dal mio amico Andrea Vento. Ricordo che i seminari sono gratuiti e, a richiesta, rilasciano attestato di partecipazione come corso di formazione da depositare nelle segreterie scolastiche o per altri utilizzi.

L'argomento di questo seminario è "Economia di guerra, politiche di riarmo e militarizzazione dei territori".
Il corso si articolerà in quattro lezioni secondo il seguente programma:

* martedì 25 febbraio - Lezione 1: Tensioni geopolitiche, guerre e politiche di riarmo (Francesco Dall'Aglio, che sono io)
* martedì 4 marzo - Lezione 2: Militarizzazione dei territori e della scuola (Candida di Franco: Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università)
* martedì 11 marzo - Lezione 3: I movimenti locali contro la militarizzazione dei territori: una prospettiva di realizzazione di un movimento nazionale (Federico Giusti: No Camp Darby- Beppe Corioni: Brescia - Coordinamento no nato Emilia Romagna)
* martedì 18 marzo - Lezione 4: L'economia di guerra: concetto, sguardo retrospettivo e situazione attuale (Andrea Vento: coordinamento del Giga, autore della serie di saggi “Economia di guerra oggi”)

Accorrete numerose e numerosi!

Per la partecipazione è necessaria la preiscrizione tramite compilazione del modulo online a questo link:

https://gigainsegnantigeografiablog.wordpress.com/modulo-iscrizione-seminari-formativi-giga-unigramsci-2024-25-corso-economia-di-guerra/

Il link di collegamento alle videoconferenze sarà trasmesso il giorno precedente allo svolgimento delle lezioni.
Gli incontri saranno registrati e poi resi disponibili insieme agli atti delle relazioni.
Chi ha necessità del rilascio dell’attestato di partecipazione può segnalarlo al seguente indirizzo mail: gigamail2014@gmail.com.
Non mi pare di vedere altre soluzioni. È certamente possibile che ci siano e che io non sia in grado di vederle, nel qual caso vorrei, se il ribrezzo che faccio loro non è eccessivo, che me le spiegassero, perché il momento è grave e non c'è più molto tempo.
La seconda posizione è quella che, paradossalmente, mi vedrebbe più d'accordo (eticamente, non praticamente): intervenire direttamente nel conflitto, in modo che non muoiano solo gli ucraini né che solo l'Ucraina venga devastata, ma anche i nostri e casa nostra. Solo i nostri e solo casa nostra, perché gli USA hanno espresso chiaramente, e per bocca del Segretario della Difesa, che non intendono averci niente a che fare. Questa cosa, ipotizzando si possa mantenerla nell'ambito del convenzionale (e già qui in tutta probabilità torniamo nel desiderio e non nella realtà) sarebbe certamente vantaggiosa per l'Ucraina, ma al di là del fatto che rischieremmo grosso anche noi direttamente (ripeto: eticamente mi pare il caso, se riteniamo necessario il sostegno) non è detto che il conflitto possa essere riportato a posizioni più "giuste". È stato del resto il CEO di Rheinmetall, non Peskov, a dire due giorni fa che gli arsenali europei sono vuoti. Quindi torneremmo alla conclusione del punto 1, con in più danni e morti distribuiti anche da noi, ma appunto con la decenza di aver pagato in prima persona e non fatto solo pagare ad altri per sentirci moralmente a posto.
La prima è disinteressarci delle decisioni che le suddette grandi potenze prenderanno e, preso atto che la leadership ucraina intende continuare a resistere, continuare come Europa a rifornirli di armi e finanziamenti. Questa posizione, che pare essere quella che, almeno a parole, ha intenzione di seguire la leadership europea, ha però un grosso inconveniente: non è sufficiente a far sì che l'Ucraina riprenda possesso di tutto il suo territorio, o almeno di quello che ritiene sensato poter riprendere, ed espone il paese alla prospettiva di ulteriori, e maggiori, perdite e devastazioni. In questi tre anni l'apporto combinato degli aiuti USA/Europa non è stato sufficiente, anzi ha peggiorato la situazione, e non si vede come aiuti solo europei, quindi fatalmente molto inferiori, possano migliorarla (no, ipotizzare che tirandola abbastanza in lungo la Russia crolli per cause interne non ha a che fare con la realtà ma con il desiderio. Crollerà prima l'Ucraina, e lo sappiamo tutti). La prima soluzione, in sintesi, prevede di continuare a sentirci eticamente soddisfatti aumentando il numero di morti ucraini finché l'Ucraina non collasserà e sarà costretta a condizioni ancora più pesanti delle attuali (che sono peggiori di quelle del 2022, del 2021, del 2014).
Ora io vorrei però sapere una cosa, dai ‟sinceri democratici” che adesso odiano Trump più di Putin, o almeno uguale, e sono indecisi su chi di loro sia più Hitler dell’altro, e dicono e scrivono e augurano ad altri cose con una violenza verbale raccapricciante che non ritrovo, per dire, nemmeno nei forum dei militari ucraini che pure qualche giustificazione ce l’avrebbero eccome.

Da un lato mi fa piacere che finalmente stiano venendo a patti con l’idea che gli USA non sono in automatico i salvatori (bianchi e ricchi) dell’umanità, e addirittura (orrore!) che possano aver messo su la NATO per scopi non del tutto nobilissimi e non del tutto scevri da interessi di bottega, ovviamente la loro. E sarei felice se questa rabbia e questo ritorno a ragionamenti prelogici (‟brutto!”, ‟cattivo!”) fossero semplicemente l’espressione di una santa indignazione davanti a un'ingiustizia troppo forte per poter essere contenuta e razionalizzata, e per alcuni di loro è certamente così (per altri, conoscendo chi sono e cosa hanno scritto e detto e fatto in passato, mi permetto di dubitarne).

E vorrei appunto chiedere loro, posto che il progetto di spartizione del territorio ucraino e/o delle sue risorse è orribile e bieco, quale soluzione propongono perché non sia così e si giunga alla pace "giusta" che affermano di voler vedere realizzata - non quale sia il loro desiderio, o cosa secondo loro sia giusto, perché questo è abbastanza chiaro, ma in che modo agire concretamente perché il desiderio si realizzi nella realtà, non nell'immaginazione. Perché se rifiutiamo l'accordo delle grandi potenze (e dovere ammettere che l'orda degli orchi russi È una grande potenza è, per alcuni di loro, una delle cause del loro stridore di denti, e non la più piccola), e lo rifiutiamo sia eticamente che politicamente, abbiamo da proporre, io penso, solo due strade.
Prima che ci pensi qualcun altro
Ah, siamo già arrivati a questo (si riferisce a Gonzalo Lira). Le cose si muovono molto velocemente.
Intanto Gabriele Germani continua a perseguire il progetto di fare crollare gli ascolti del suo stesso canale e alle 19.30 manda la seconda puntata del nostro dialogo sulla storia medievale della Bulgaria.

Lo trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=UHlNI5_6BJE
Poi un po' di confusione sul livello di distruzione delle città ucraine, che a sentir lui è "in percentuale peggio che a Gaza", la necessità di nuove elezioni, anche se i sondaggi danno Zelensky al 4% (sarebbe interessante sapere da dove ha tirato fuori questo numero) ed è la leadership ucraina che vuole che la guerra continui. Alla fine, naturalmente, la colpa è di Biden e della sua incompetenza, perché lui con Putin aveva parlato della questione ucraina ed erano d'accordo che non sarebbe successo niente. E invece tutte quelle cupole "vecchie di mille anni" ora sono distrutte e non le si può ricostruire (ha ripetuto la faccenda delle cupole varie volte, anche qui c'è da chiedersi che cosa intende).
Ad ogni modo, al di là delle esatte parole di Trump (e dei suoi flussi di coscienza abbiamo già parlato), quello che importa è che ormai l'Ucraina è sulla difensiva non solo al fronte ma anche nello spazio informativo occidentale, cosa mai successa finora. Zelensky appare spiazzato, così come il resto del suo entourage. L'unica risposta, sostanzialmente, è che Trump è vittima della propaganda russa. Un po' poco.

Popular posts War Room - Russia, Ucraina, NATO

12.02.202517:12
Mi pare evidente che Gabriele Germani abbia deciso di sabotare il suo stesso canale YouTube facendone crollare gli ascolti, dato che mi ha proposto di dedicare una puntata de "La Grande Imboscata" alla storia bulgara medievale. Io ovviamente ho accettato. "La" puntata è già diventata almeno due, ma qui trovate la prima parte: https://www.youtube.com/watch?v=q4ERQw_hITE
29.01.202516:19
Il motivo del disaccordo è, chiaramente, il prezzo che i "ribelli moderati" chiedono per lasciare alla Russia le due basi, prezzo che non è solo finanziario. La parte siriana infatti, a quanto si è saputo non chiede solo soldi e "misure concrete quali compensazioni, ricostruzione e ripristino" che la Russia, nei limiti, sarebbe pure disposta a concedere, ma la consegna di Assad e "rispondere degli errori del passato". Assad ovviamente non può essere consegnato, visto che la Russia ha dichiarato di avergli concesso asilo politico. Per quanto riguarda "rispondere degli errori del passato" la delegazione russa avrà probabilmente chiesto ad al-Shara/Al-Julani se tra essi è compreso anche l'essere stato il leader del Fronte al-Nusra dopo aver fatto parte di al-Quaeda. Da lì in poi la discussione deve essere stata interessante.
Si è aperto stamattina il casting per il ruolo di protagonista ne "L'ultimo giapponese sull'isola", la parte l'ha avuta subito Moretti grazie al suo cavallo di battaglia, "è un fatto che Putin ha perso la guerra".
Perché la NATO, invece...
Stando alle foto satellitari che circolano da ieri, pare che la maggior parte del materiale militare sia stato rimosso dalla base navale di Tartus e dove andrà lo sapremo a breve. Intanto ieri il viceministro degli esteri russo, Mikhail Bogdanov, ha incontrato a Damasco il nuovo capo di Stato siriano Ahmad al-Shara, già e meglio noto come Abu Muhammad al-Julani (questa cosa mi ricorda il periodo in cui Prince volle farsi chiamare TAFKAP, The Artist Formerly Known As Prince). Il clima era certamente di entusiasmo, come testimoniato dalla foto che allego. Stando al comunicato del Ministero degli Esteri russo c'è stata "una franca discussione su tutte le questioni", il che tradotto dal linguaggio diplomatico significa che sono stati a un passo dal mettersi le mani in faccia; siccome però le parti hanno convenuto di rivedersi in futuro per arrivare a un accordo significa che un minimo di margine di dialogo c'è.
Per chiarire, ecco come Repubblica ha sintetizzato il discorso di Trump:
15.02.202515:50
4/fine

Ora però non siamo più al tempo della guerra fredda. Ora non è più l'Europa il premio del vincitore, anche perché se l'è già mangiata tutta, e l'atteggiamento trumpiano lo certifica senz'ombra di dubbio. Ora i punti focali sono altrove, nel Pacifico ad esempio, in Asia centrale, nel Golfo Persico e nel Mar Rosso, nell'Artico, e di nemici ce ne sono tanti, non più uno solo, e tutti sempre più organizzati - gli huthi, per dire, nella loro area di competenza sono sostanzialmente un pari strategico degli Stati Uniti, rendiamoci conto. La Russia non è più "il" nemico, al limite uno dei tanti, e di certo non il più minaccioso. Continuare a spendere soldi per la difesa di un'area che non è più l'unica area strategica e importante del pianeta non ha senso. Se l'Europa ci tiene alla sua difesa si difenda da sola, invece di continuare a risucchiare soldi, e soprattutto attenzione strategica, agli USA. Da questo punto di vista l'amministrazione Trump è più moderna non solo di quella di Biden ma anche di quella russa, che ha continuato a vedere solo l'Europa (e quindi l'Ucraina) come area di sua pertinenza strategica; e in questo senso Biden gli ha fatto un favore, obbligandoli a confrontarsi con l'Asia in maniera molto più radicale, significativa e vantaggiosa di quanto non avrebbe altrimenti mai fatto. E questa "modernità" la si vede anche nella scelta della squadra. L'amministrazione Biden era imbottita di vecchi arnesi della guerra fredda (Blinken, ad esempio, Nuland, Graham, e lo stesso Biden), che dovevano chiudere i conti col vecchio nemico e coronare il progetto. Qui abbiamo il Segretario alla Difesa che è nato nel 1980, il vicepresidente addirittura nel 1984 - il "vecchio" è Rubio che è del 1970, e infatti è quello ideologicamente più vetero, ma sempre meno di chi lo ha preceduto. Questa gente è vissuta in un mondo in cui l'URSS non c'era più e la Russia era ben poca cosa. I loro nemici sono gli islamici e la Cina, non Mosca, e nessuno di loro è disposto a una guerra mondiale per difendere un continente in cui tutt'al più vai in vacanza, che non produce più nulla, che non innova, che non ha risorse, e che invecchia a velocità straordinaria. Ed è questo, non la loro cattiveria o il loro autoritarismo, che informa le scelte della loro amministrazione. Da noi, invece, i vecchi arnesi della guerra fredda sono ancora in giro, anche se sono nati nel 1977 (Kallas). La guerra fredda ce l'hanno in testa e la stanno ancora combattendo, e buona fortuna a farlo senza gli USA.
04.02.202521:05
Un grande, grandissimo ringraziamento a Gabriele Germani che, per una volta, mi ha dato la possibilità di parlare di qualcosa che non sia questa guerra sciagurata. Prendendo spunto da un suo breve video di qualche giorno fa (che trovate al link 1) sull'impero romano, abbiamo allargato il discorso parlando dello "spostamento" fisico ma soprattutto ideologico della capitale imperiale da Roma a Costantinopoli a Tărnovo a Mosca, passando per Tver, Novgorod e Pskov - insomma da Roma alla seconda Roma, cioè Costantinopoli, fino alla terza: e una quarta, come ha scritto Filofeij, non vi sarà. In mezzo, chiese cattoliche, chiese ortodosse, unioni e separazioni ecclesiastiche, ideologemi imperiali e imperialisti, panslavismo e nazionalismo. Il tutto in meno di un'ora, qui: https://www.youtube.com/watch?v=kx8eFMpRPE0&t=34s.

Link 1: https://www.youtube.com/watch?v=t33BFWpSdU0
30.01.202521:36
Chissà se da questa storia bruttissima (la collisione tra l'aereo passeggeri e l'elicottero a Washington, della quale immagino avrete sentito parlare) possa almeno venir fuori qualcosa di positivo in termini di distensione. La scusa, chiamiamola così, è buona.
27.01.202519:24
Sabato scorso, cioè l'altro ieri, ero a Sorrento (che vitaccia!) su invito di Luciano Russo, a discutere dei possibili sviluppi che l'elezione di Trump potrebbe avere per la guerra in Ucraina, e a provare a quasi tre anni dall'inizio del conflitto a dare uno sguardo d'insieme. Non sono certo di esserci riuscito, ma ringrazio Lucrezia Santaniello per le domande stimolanti che mi ha rivolto e per aver guidato la discussione: abbiamo un po' sforato coi tempi, ma penso che ce la siamo cavata bene.

Trovate il video completo qui: https://www.youtube.com/watch?v=yDYeF0i-SFg

Ringrazio come sempre Michele De Angelis per aver curato le riprese e avere pubblicato una quantità industriale di foto sul suo profilo (https://www.facebook.com/media/set/?vanity=micheledeangelis.it&set=a.10161604285394678)!
Ovviamente l'Ucraina e soprattutto l'Europa non accetteranno i risultati ottenuti senza il loro "esplicito consenso" e pretenderanno di avere voce in capitolo, ricorrendo in tutta probabilità all'antica e onorata tattica di pestare i piedi a terra e piangere, che dà sempre buoni frutti.

PS: dell'Ucraina, come ripetuto fino alla nausea prima, durante e dopo il primo round di negoziati, quasi non si è parlato, perché ci sono altre questioni sul tavolo molto più pressanti. Certo è difficile per chi si è inventato una carriera intera sul conflitto in Ucraina credere che due potenze globali possano discutere anche di qualcos'altro, ma così è.
02.02.202518:13
Prosegue inarrestabile la mia occupazione delle frequenze dell'etere in vista della piena egemonia culturale. A parte la solita Bolla di stasera alle 21 sui canali di OttolinaTv, i ragazzi di Officina 451, che ringrazio, mi hanno intervistato nei giorni scorsi - ci trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=HobK5XbSO7w
Compagne e compagni delle Puglie, domattina siamo a Bari! Accorrete.
Prima che ci pensi qualcun altro
06.02.202519:21
Alle 20.45 sempre ospite degli amici di Punto Critico Blog ci vediamo per "Il Processo del Giovedì", essendo appunto oggi proprio giovedì...

Ci trovate qui: https://www.youtube.com/live/zpo-ZTQEjFQ
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