Il kokoshnik, un simbolo di identità ed evoluzione
Serafima Zlobina è una giovane artista di San Pietroburgo, che ha trasformato il kokoshnik, l’iconico copricapo della tradizione russa, in un simbolo di creatività contemporanea.
A soli 22 anni, mentre completava gli studi all’Accademia Stieglitz, un esperimento surrealista per un servizio fotografico l’ha portata a plasmare il suo primo kokoshnik.
In seguito i suoi kokoshnik sono diventati il segno distintivo della band folk Uzoritsa mentre la sua creazione "Cigni d'inverno" è stata ammirata in uno degli spettacoli sul ghiaccio di Evgenij Pljuščenko.
Ogni creazione di Serafima integra motivi tradizionali con un’estetica audace mescolando ricami tradizionali a dettagli futuristici.È come un universo in miniatura, dove la Cattedrale di San Basilio dialoga con funghi magici, cigni innevati e uccelli fiabeschi.
La base prende vita attraverso un mosaico di materiali inattesi: tessuti d’epoca, velluto, pizzi ingialliti dal tempo, ma anche plastilina, foglia d’alluminio e strass.
Dietro ogni opera c’è un’alchimia di pazienza e visione ma nessuno è mai solo un accessorio. “Sono performance che coinvolgono lo spettatore come uno spettacolo”, spiega Serafima.
Muovendosi tra passato e presente, Serafima ridefinisce l’identità culturale russa, dimostrando che la tradizione non è un museo, ma un linguaggio vivo. I suoi kokoshnik, carichi di perle e simboli, non decorano solo il capo: raccontano storie senza tempo, dove eleganza e audacia danzano insieme, e ogni dettaglio è un invito a guardare il passato con occhi nuovi.