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Latest posts in group "Calendario Pagano"

Friedrich Spee, il difensore delle streghe.

Il 25 febbraio del 1591 nacque in Germania lo scrittore gesuita Friedrich Spee von Langenfeld, meglio noto come il "Difensore delle Streghe".

Spee studiò teologia a Colonia e venne ordinato sacerdote nel 1622; successivamente lavorò come professore e predicatore.
Divenne famoso per aver denunciato gli abusi commessi nei processi per stregoneria: fu tra i primi a criticare l'uso della tortura giudiziaria, argomentando che tale forma di interrogatorio non è un modo per ottenere la verità, poiché chi la subisce è disposto ad ammettere qualsiasi cosa pur di farla cessare.

La sua opera più importante, la "Cautio criminalis, seu de processibus contra sagas", è un'indagine dettagliata sui processi per stregoneria, basata sulla sua esperienza personale come "confessore delle streghe".

Spee descriveva con sarcasmo gli abusi che si verificavano nella gran parte dei processi; si faceva promotore di riforme e caldeggiava la promulgazione di una nuova legge imperiale in materia e l'introduzione della responsabilità per i danni causati dalle sentenze ingiuste dei giudici. Spee non sosteneva esplicitamente l'immediata abolizione dei processi per stregoneria, perché così facendo sarebbe andato contro la posizione ufficiale della Chiesa, ma dal contesto dell'opera si può evincere una critica implicita all'esistenza stessa di tale pratica.

La Cautio Criminalis indusse ad abolire i roghi delle streghe in alcuni luoghi e diede un importante contributo alla fine della caccia alle streghe.

Tra i membri dell'ordine gesuita il trattato fu accolto con favore. Una celebre osservazione contenuta nella Cautio Criminalis suggeriva che la Germania e l'Inghilterra dovevano avere più streghe e diavoli della Spagna e dell'Italia, dal momento che nei primi due paesi i roghi erano molto più diffusi. Questa affermazione è, con tutta probabilità, una critica non tanto velata all'Europa protestante, che fu responsabile di molti più processi per stregoneria rispetto ai paesi cattolici.

Il libro di Spee viene ancora pubblicato e si trova in italiano con il titolo "I processi contro le streghe (Cautio criminalis)".

Illustrazione di Daniel Valaisis
Sabato in Campidoglio si è svolto un congresso per il Giorno Pagano della Memoria .
Il Corriere della Sera ha intervistato alcuni dei presenti, tra cui il mio amico e collega Emanuele Viotti di Ad Maiora Vertite.
I commenti sotto al video sono aberranti, di un odio e un’intolleranza inauditi.
Emanuele ha realizzato questo video per riflette su tale scomoda situazione.
Accensione del Fuoco Sacro di Vesta ♥️
Spegnimento del Sacro Fuoco di Vesta

Oggi ricorre una delle date più tristi della storia antica.
Il Fuoco Sacro di Vesta era una fiamma perenne che le Vestali accudivano e proteggevano da più di un millennio. Era la vita stessa di Roma, garantiva l'esistenza dell'Urbe, la fecondità di campi e bestiame, la giustizia, la salute e tutto ciò che rendeva Roma una potenza.

Secondo la leggenda fu acceso da Romolo a seguito della fondazione di Roma. Tuttavia appare incongruente, visto che sua madre Rea Silvia era una Vestale di Alba Longa. In realtà il culto di Vesta e del suo Fuoco esisteva già tra i Sabini (i Safini Umbri) e con ogni probabilità fu Numa Pompilio a portarlo a Roma.

La sua sacralità era indiscussa, così come quella delle Vestali che, per questo, godevano di onori e privilegi. Tutto aveva un prezzo però: se una Vestale rompeva il proprio voto di castità o lasciava spegnere il Fuoco, era punita con la morte. Ma essendo sacra ella stessa, nessuna mano mortale poteva toglierle la vita: ella veniva segregata in un'apertura sotterranea con pane, vino, acqua e olio, al termine dei quali sarebbe morta di fame.

La Fiamma era sacra quanto la vita stessa delle persone. Tanto era capitale la sua importanza, che il Fuoco, così come il culto e l'ordine delle Vestali, rimase inalterato per molti anni dopo l'affermarsi del Cristianesimo. Ma con l'avvento dell'Imperatore Teodosio I e del suo odio verso i culti pagani, le cose cambiarono in maniera irreversibile. Con l'editto di Tessalonica del 380 d.C. e i successivi Decreti Teodosiani del 391 d.C., il 24 febbraio del 391 d.C. fu ordinato lo spegnimento del Fuoco Sacro nel tempio di Vesta, al quale dovette assistere Coelia Concordia, l'ultima Vestale. I culti pagani vennero proibiti, pena la morte.

Eppure, quel Fuoco Sacro, ancora arde in noi e lo farà per sempre. In questo giorno onoriamo la sua luce perpetua accendendo una candela sul nostro altare.
P.s.: oggi, alle 12,00 accenderò il Fuoco Sacro sul mio altare e posterò il video su Instagram. Chi vuole può unirsi a me, postando su IG e taggandomi.

Dipinto "Le Vestali" di José Rico Cejudo, 1895
Domani alle 14,00 pubblicherò su Instagram il video dell’accensione del Fuoco Sacro in onore di Vesta, sul mio altare.

È una piccola cerimonia privata che però voglio condividere con voi, perché si tratta di un momento estremamente importante. Non solo per chi è tradizionalista romano, ma per tutti i neopagani.

1634 anni fa lo spegnimento del Fuoco Sacro nel tempio di Vesta ha sancito il divieto di professare qualsiasi credo pagano, pena la persecuzione e la morte.
Cosa che puntualmente è accaduta nei secoli successivi.

Accendere il Fuoco Sacro di Vesta, nel piccolo delle nostre abitazioni o tra congregati, significa rifiutare quell’atto di violenza e di prevaricazione. Significa ribellarsi e riaffermare simbolicamente la nostra cultura, la nostra spiritualità.
Ma soprattutto significa onorare chi di quella persecuzione è caduto vittima.

Vi aspetto domani alle 14,00 anche con i vostri video e foto: postateli su IG e taggatemi.
Terminalia

Al tempo del Caledario di Numa, il 23 febbraio segnava la fine dell'anno, il termine cioè. E per tale motivo si festeggiava in onore del dio Terminus. Egli era figlio della grande madre Aer, una dea celeste che primigenia, una sorta di Madre Natura.

Terminus nacque da Aer in quanto figlio stagionale della Natura stessa, ed essendo ciclico, possedeva il concetto di limite: il limite di una stagione, il limite dell'anno, ecc. Con il passare del tempo egli divenne colui che presiedeva ai confini, ai recinti e a tutto ciò che ha un termine, compresa la vita umana.

Essendo una divinità estremamente antica, non gradiva sacrifici cruenti, perciò in questo giorno i fedeli portavano offerte di fiori, foglie e focacce presso i "termini", cioè le pietre che delimitavano i confini delle proprietà.

Spesso si utilizzavano delle pigne per la delimitazione dei terreni, cosa che è sopravvissuta ai secoli di oblio, ecco perché spesso troviamo pigne di pietra che adornano cancelli, recinzioni, ecc.
Inifine non si può non nominare la stazione Termini di Roma che, in quanto tale, è un luogo di confine.

Dipinto: "Festa romana al Colosseo" di Pablo Salinas
Caristia

Il giorno dopo dei Feralia era un'altra occasione per fare festa, ma anziché banchettare per i morti, lo si faceva per i vivi.
Le famiglie si riunivano in casa e celebravano l'essere in vita, l'amore parentale e la propria casata.

La festa era un'occasione per spianare vecchie dispute e mettere fine ai dissapori e, a tal fine, ci si scambiavano doni di vario genere.
Una volta fatta l'offerta di incenso al Larario di famiglia si procedeva con un lauto banchetto.

Per le strade, invece, venivano distibuiti gratuitamente pane e vino e, a quanto pare, deriva proprio da questa tradizione l'Eucarestia cristiana, che difatti possiede sia il concetto di condivisione di pane (ostia) e vino, sia parte dell'etimologia.

I Caristia erano talmente importanti che furono celebrati fino al 448 d.C., per poi essere sotituiti l'anno successivo con la festa dei Santi Pietro e Paolo.

Illustrazione: crediti su segnalazione.
Feralia

Con questo nome si designava l'ultimo giorno dei Parentalia (iniziati il 13 febbraio) e il giorno più importante del periodo funebre: la famiglia romana si riuniva presso le tombe dei cari e lì banchettava in loro ricordo. Sopra a un grosso vaso di terracotta venivano sistemate di ghirlande di fiori, spighe di grano, sale e violette.

Vorrei portare l'attenzione sul fatto che in questo periodo le feste funebri (Parentalia, Feralia, Terminalia) e quelle goderecce (Templum Fauni, Lupercalia) si alternavano e mescolavano con curiosa insistenza. E oggi ritroviamo tale alternanza anche nel periodo di Carnevale/Quaresima, dove si gioca la battaglia tra indulgenza/caos e mestizia/penitenza.

A questo proposito è interessante il dipinto di Pieter Bruegel intitolato "La lotta tra Carnevale e Quaresima" dove sono chiare le figure allegoriche dell'abbondanza e della morte. Cercatelo online e osservate ogni dettaglio, perché ne vale veramente la pena.

Dipinto di William Blake Richmond
🪶🪶🪶
Per la lettura oracolare del giovedì, Chiara di @soulforesting ci propone una stesa con il mazzo “L’Oracolo dello Sciamano”, ricco di elementi del mondo sciamanico e di simbolismo pregnante


Il COMPIMENTO è l’ordine naturale delle cose: viviamo in un mondo ciclico, dove tutto si muove e muta. Ciò che rimane fermo è morto, la stagnazione è la negazione dell’energia di rigenerazione della vita. Dunque accettiamo il termine di qualcosa, non aggrappiamoci a ciò che è stato e non è più, il peggior ostacolo che possiamo auto imporci

L’ALBERO DELLA VITA incarna proprio quella ciclicità vitale che si riflette dal mondo naturale alle nostre anime e agli eventi della nostra vita. Per crescere e prosperare le radici devono essere forti e profonde, il terreno nutrito in modo adeguato: quando ci blocchiamo nel passato stiamo lasciando inaridire la terra, senza nutrirla di elementi veri, vivi, presenti. Che frutto vuoi portare? In base a quello sai di cosa devi nutrirti alla base

La RUOTA di MEDICINA è un percorso in più passi per osservare e analizzare i vari aspetti della propria vita, permette di mettere a fuoco nel dettaglio cosa serva cambiare e cosa mantenere per procedere verso ciò che siamo e vogliamo realizzare. Nel mondo celtico la ruota di medicina ha una quinta direzione: il Centro, il luogo dove risiede la vera Essenza di ciascuno, summa di tutto il percorso. Osservati da ogni prospettiva e trova il coraggio di procedere verso il tuo Centro

NB: lavorerò con la Sacra Ruota d’Irlanda in un workshop dedicato il 5-6 aprile a Milano (prov. Nord Ovest), tutte le info a questo link:

http://soulforesting.kit.com/4f42eb47e9

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Brumalia

A Roma i Brumalia erano feste in onore di Saturno, Cerere e Bacco, e venivano celebrate come periodo di riposo per gli eserciti, gli agricoltori e i cacciatori. Tuttavia, possedevano anche un carattere ctonio associato ai raccolti, i cui semi venivano interrati prima di germogliare.

I contadini sacrificavano maiali a Saturno e Cerere, mentre i viticoltori sacrificavano capre in onore di Bacco (dal momento che le capre erano un pericolo per le viti), e venivano poi scuoiate per ricavarne bisacce.
I magistrati portavano le primizie delle viti, degli olivi, del grano e del miele ai sacerdoti di Cerere.

In questa festosa occasione, rivolta alla speranza di abbondanti raccolti futuri, si usava scambiarsi l'augurio "Vives annos!", cioè: "Vivi per molti anni".

Oggi banchettiamo in loro onore con bruschette di pane e olio, e brindiamo a suon di vino addolcito col miele!

Illustrazione di Demetrius
Festa dell'Albero

Oggi è la Giornata Nazionale dell'Albero, istituita in questo giorno nel 2011 dal Ministero dell'Ambiente per promuovere una maggiore consapevolezza sulla qualità della vita degli alberi presenti nel nostro paese.
Al netto della festa istituzionale e del vergognoso greenwashing che ormai imbratta ogni iniziativa ambientale, credo che l’unica strada da percorrere sia quella dal basso: ovvero da noi. Tornare alle radici - è il caso di dirlo!

Anticamente l'Albero era considerato l'asse del mondo, un'estensione dello Spirito Divino che, dal mondo di sotto attraversava il nostro per giungere a quello di sopra. Per questo motivo era considerato sacro a prescindere: l'Albero Cosmico.

Tra i Celti era la Quercia: simbolo di durevolezza, protezione, grandezza.
In Grecia e a Roma la Quercia era sacra a Zeus e Giove.
Tra i Norreni era un enorme Frassino a dare vita al mondo, si chiamava Yggdrasil e, appeso alle sue fronde, Odino ricevette il dono delle Rune.
Se ci spostiamo in oriente, troviamo il Sal (Shorea robusta), sotto le cui fronde nacque Buddha.

Ci sarebbero parecchi altri esempi, sparsi in tutto il mondo, perché mondiale è l'idea del culto arboreo. L'Albero è un concetto strettamente legato al nostro inconscio perché è stata la nostra prima casa! E ancora oggi, dopo milioni di anni di evoluzione, abbiamo la sensazione di cadere dai suoi rami nel momento dell'addormentamento.
Allontanarci dagli alberi e tagliarli senza criterio per scopi di lucro, non è affatto una strada percorribile, perché prima o poi si arriverà al collasso, come a Rapa Nui.

E allora, come si parte dal basso?
Protestando attivamente contro le società che disboscano; boicottando le aziende che producono mobili acquistando legname illegale; manifestando contro l'abbattimento degli alberi cittadini e contro la capitozzatura.
Infine, premiare e sostenere le azioni virtuose, come le associazioni che curano il verde cittadino ed extraubrano; le costruzioni progettate per adeguarsi alla presenza degli alberi anziché il contrario, ecc.
Insomma ci sono parecchi modi per farlo, basta volerlo.

Illustrazione "Magical Tree" di Socordia Jade

Records

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Popular posts Calendario Pagano

25.02.202507:04
Friedrich Spee, il difensore delle streghe.

Il 25 febbraio del 1591 nacque in Germania lo scrittore gesuita Friedrich Spee von Langenfeld, meglio noto come il "Difensore delle Streghe".

Spee studiò teologia a Colonia e venne ordinato sacerdote nel 1622; successivamente lavorò come professore e predicatore.
Divenne famoso per aver denunciato gli abusi commessi nei processi per stregoneria: fu tra i primi a criticare l'uso della tortura giudiziaria, argomentando che tale forma di interrogatorio non è un modo per ottenere la verità, poiché chi la subisce è disposto ad ammettere qualsiasi cosa pur di farla cessare.

La sua opera più importante, la "Cautio criminalis, seu de processibus contra sagas", è un'indagine dettagliata sui processi per stregoneria, basata sulla sua esperienza personale come "confessore delle streghe".

Spee descriveva con sarcasmo gli abusi che si verificavano nella gran parte dei processi; si faceva promotore di riforme e caldeggiava la promulgazione di una nuova legge imperiale in materia e l'introduzione della responsabilità per i danni causati dalle sentenze ingiuste dei giudici. Spee non sosteneva esplicitamente l'immediata abolizione dei processi per stregoneria, perché così facendo sarebbe andato contro la posizione ufficiale della Chiesa, ma dal contesto dell'opera si può evincere una critica implicita all'esistenza stessa di tale pratica.

La Cautio Criminalis indusse ad abolire i roghi delle streghe in alcuni luoghi e diede un importante contributo alla fine della caccia alle streghe.

Tra i membri dell'ordine gesuita il trattato fu accolto con favore. Una celebre osservazione contenuta nella Cautio Criminalis suggeriva che la Germania e l'Inghilterra dovevano avere più streghe e diavoli della Spagna e dell'Italia, dal momento che nei primi due paesi i roghi erano molto più diffusi. Questa affermazione è, con tutta probabilità, una critica non tanto velata all'Europa protestante, che fu responsabile di molti più processi per stregoneria rispetto ai paesi cattolici.

Il libro di Spee viene ancora pubblicato e si trova in italiano con il titolo "I processi contro le streghe (Cautio criminalis)".

Illustrazione di Daniel Valaisis
24.02.202517:11
Sabato in Campidoglio si è svolto un congresso per il Giorno Pagano della Memoria .
Il Corriere della Sera ha intervistato alcuni dei presenti, tra cui il mio amico e collega Emanuele Viotti di Ad Maiora Vertite.
I commenti sotto al video sono aberranti, di un odio e un’intolleranza inauditi.
Emanuele ha realizzato questo video per riflette su tale scomoda situazione.
Accensione del Fuoco Sacro di Vesta ♥️
24.02.202507:02
Spegnimento del Sacro Fuoco di Vesta

Oggi ricorre una delle date più tristi della storia antica.
Il Fuoco Sacro di Vesta era una fiamma perenne che le Vestali accudivano e proteggevano da più di un millennio. Era la vita stessa di Roma, garantiva l'esistenza dell'Urbe, la fecondità di campi e bestiame, la giustizia, la salute e tutto ciò che rendeva Roma una potenza.

Secondo la leggenda fu acceso da Romolo a seguito della fondazione di Roma. Tuttavia appare incongruente, visto che sua madre Rea Silvia era una Vestale di Alba Longa. In realtà il culto di Vesta e del suo Fuoco esisteva già tra i Sabini (i Safini Umbri) e con ogni probabilità fu Numa Pompilio a portarlo a Roma.

La sua sacralità era indiscussa, così come quella delle Vestali che, per questo, godevano di onori e privilegi. Tutto aveva un prezzo però: se una Vestale rompeva il proprio voto di castità o lasciava spegnere il Fuoco, era punita con la morte. Ma essendo sacra ella stessa, nessuna mano mortale poteva toglierle la vita: ella veniva segregata in un'apertura sotterranea con pane, vino, acqua e olio, al termine dei quali sarebbe morta di fame.

La Fiamma era sacra quanto la vita stessa delle persone. Tanto era capitale la sua importanza, che il Fuoco, così come il culto e l'ordine delle Vestali, rimase inalterato per molti anni dopo l'affermarsi del Cristianesimo. Ma con l'avvento dell'Imperatore Teodosio I e del suo odio verso i culti pagani, le cose cambiarono in maniera irreversibile. Con l'editto di Tessalonica del 380 d.C. e i successivi Decreti Teodosiani del 391 d.C., il 24 febbraio del 391 d.C. fu ordinato lo spegnimento del Fuoco Sacro nel tempio di Vesta, al quale dovette assistere Coelia Concordia, l'ultima Vestale. I culti pagani vennero proibiti, pena la morte.

Eppure, quel Fuoco Sacro, ancora arde in noi e lo farà per sempre. In questo giorno onoriamo la sua luce perpetua accendendo una candela sul nostro altare.
P.s.: oggi, alle 12,00 accenderò il Fuoco Sacro sul mio altare e posterò il video su Instagram. Chi vuole può unirsi a me, postando su IG e taggandomi.

Dipinto "Le Vestali" di José Rico Cejudo, 1895
Domani alle 14,00 pubblicherò su Instagram il video dell’accensione del Fuoco Sacro in onore di Vesta, sul mio altare.

È una piccola cerimonia privata che però voglio condividere con voi, perché si tratta di un momento estremamente importante. Non solo per chi è tradizionalista romano, ma per tutti i neopagani.

1634 anni fa lo spegnimento del Fuoco Sacro nel tempio di Vesta ha sancito il divieto di professare qualsiasi credo pagano, pena la persecuzione e la morte.
Cosa che puntualmente è accaduta nei secoli successivi.

Accendere il Fuoco Sacro di Vesta, nel piccolo delle nostre abitazioni o tra congregati, significa rifiutare quell’atto di violenza e di prevaricazione. Significa ribellarsi e riaffermare simbolicamente la nostra cultura, la nostra spiritualità.
Ma soprattutto significa onorare chi di quella persecuzione è caduto vittima.

Vi aspetto domani alle 14,00 anche con i vostri video e foto: postateli su IG e taggatemi.
22.02.202507:03
Caristia

Il giorno dopo dei Feralia era un'altra occasione per fare festa, ma anziché banchettare per i morti, lo si faceva per i vivi.
Le famiglie si riunivano in casa e celebravano l'essere in vita, l'amore parentale e la propria casata.

La festa era un'occasione per spianare vecchie dispute e mettere fine ai dissapori e, a tal fine, ci si scambiavano doni di vario genere.
Una volta fatta l'offerta di incenso al Larario di famiglia si procedeva con un lauto banchetto.

Per le strade, invece, venivano distibuiti gratuitamente pane e vino e, a quanto pare, deriva proprio da questa tradizione l'Eucarestia cristiana, che difatti possiede sia il concetto di condivisione di pane (ostia) e vino, sia parte dell'etimologia.

I Caristia erano talmente importanti che furono celebrati fino al 448 d.C., per poi essere sotituiti l'anno successivo con la festa dei Santi Pietro e Paolo.

Illustrazione: crediti su segnalazione.
Feralia

Con questo nome si designava l'ultimo giorno dei Parentalia (iniziati il 13 febbraio) e il giorno più importante del periodo funebre: la famiglia romana si riuniva presso le tombe dei cari e lì banchettava in loro ricordo. Sopra a un grosso vaso di terracotta venivano sistemate di ghirlande di fiori, spighe di grano, sale e violette.

Vorrei portare l'attenzione sul fatto che in questo periodo le feste funebri (Parentalia, Feralia, Terminalia) e quelle goderecce (Templum Fauni, Lupercalia) si alternavano e mescolavano con curiosa insistenza. E oggi ritroviamo tale alternanza anche nel periodo di Carnevale/Quaresima, dove si gioca la battaglia tra indulgenza/caos e mestizia/penitenza.

A questo proposito è interessante il dipinto di Pieter Bruegel intitolato "La lotta tra Carnevale e Quaresima" dove sono chiare le figure allegoriche dell'abbondanza e della morte. Cercatelo online e osservate ogni dettaglio, perché ne vale veramente la pena.

Dipinto di William Blake Richmond
23.02.202507:02
Terminalia

Al tempo del Caledario di Numa, il 23 febbraio segnava la fine dell'anno, il termine cioè. E per tale motivo si festeggiava in onore del dio Terminus. Egli era figlio della grande madre Aer, una dea celeste che primigenia, una sorta di Madre Natura.

Terminus nacque da Aer in quanto figlio stagionale della Natura stessa, ed essendo ciclico, possedeva il concetto di limite: il limite di una stagione, il limite dell'anno, ecc. Con il passare del tempo egli divenne colui che presiedeva ai confini, ai recinti e a tutto ciò che ha un termine, compresa la vita umana.

Essendo una divinità estremamente antica, non gradiva sacrifici cruenti, perciò in questo giorno i fedeli portavano offerte di fiori, foglie e focacce presso i "termini", cioè le pietre che delimitavano i confini delle proprietà.

Spesso si utilizzavano delle pigne per la delimitazione dei terreni, cosa che è sopravvissuta ai secoli di oblio, ecco perché spesso troviamo pigne di pietra che adornano cancelli, recinzioni, ecc.
Inifine non si può non nominare la stazione Termini di Roma che, in quanto tale, è un luogo di confine.

Dipinto: "Festa romana al Colosseo" di Pablo Salinas
20.02.202511:38
🪶🪶🪶
Per la lettura oracolare del giovedì, Chiara di @soulforesting ci propone una stesa con il mazzo “L’Oracolo dello Sciamano”, ricco di elementi del mondo sciamanico e di simbolismo pregnante


Il COMPIMENTO è l’ordine naturale delle cose: viviamo in un mondo ciclico, dove tutto si muove e muta. Ciò che rimane fermo è morto, la stagnazione è la negazione dell’energia di rigenerazione della vita. Dunque accettiamo il termine di qualcosa, non aggrappiamoci a ciò che è stato e non è più, il peggior ostacolo che possiamo auto imporci

L’ALBERO DELLA VITA incarna proprio quella ciclicità vitale che si riflette dal mondo naturale alle nostre anime e agli eventi della nostra vita. Per crescere e prosperare le radici devono essere forti e profonde, il terreno nutrito in modo adeguato: quando ci blocchiamo nel passato stiamo lasciando inaridire la terra, senza nutrirla di elementi veri, vivi, presenti. Che frutto vuoi portare? In base a quello sai di cosa devi nutrirti alla base

La RUOTA di MEDICINA è un percorso in più passi per osservare e analizzare i vari aspetti della propria vita, permette di mettere a fuoco nel dettaglio cosa serva cambiare e cosa mantenere per procedere verso ciò che siamo e vogliamo realizzare. Nel mondo celtico la ruota di medicina ha una quinta direzione: il Centro, il luogo dove risiede la vera Essenza di ciascuno, summa di tutto il percorso. Osservati da ogni prospettiva e trova il coraggio di procedere verso il tuo Centro

NB: lavorerò con la Sacra Ruota d’Irlanda in un workshop dedicato il 5-6 aprile a Milano (prov. Nord Ovest), tutte le info a questo link:

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