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26.02.202509:55
Macron prima e Merz poi hanno parlato della necessità che l'Europa si doti di un proprio esercito sganciato dalla NATO: Macron perché ci sono situazioni nella quali la NATO non necessariamente vorrebbe essere implicata, tipo l'Africa, e Merz perché è arrabbiato con Trump. Entrambi però riconoscono, e direi finalmente, che gli interessi degli USA e dell'Europa (almeno dell'Europa franco-tedesca) non collimano, e che l'Europa si trova sostanzialmente indifesa perché per troppo tempo ha appaltato la sua sicurezza agli Stati Uniti.

Benissimo.

Ciò detto, sorge un problema fondamentale: anche ipotizzando di costituirlo, questo esercito europeo, resta il problema della sua credibilità, in senso di deterrenza (perché uno di solito mette in piedi un esercito perché NON vuole combattere, non perché vuole farlo). Ha senso un esercito europeo senza deterrente nucleare? Ovviamente no. Sia Merz che Macron parlano di "collettivizzare" il deterrente nucleare francese estendendolo all'Europa. Basterebbe? Ovviamente no.

Il che apre la strada a una serie di prospettive inquietanti, perché la "dottrina Begin" non è necessariamente un'esclusiva israeliana.
Ne parlo qui su Pagine Esteri.
La seconda risoluzione è stata presentata dagli Stati Uniti e aveva un linguaggio molto più neutrale, definiva la guerra "conflitto", non addossava responsabilità alla Russia e si concludeva con un generico appello alla pace. Gli stati dell'Unione Europea hanno fatto approvare alcuni emendamenti al testo rendendola sostanzialmente una copia della risoluzione precedente, e a questo punto gli Stati Uniti si sono astenuti perché la risoluzione non rispecchiava più il loro punto di vista (foto 2, notare l'aggiunta "as amended", ovvero che la votazione riguarda il testo finale modificato dagli emendamenti europei). Si è astenuta anche l'Ucraina, perché anche il testo emendato sembrava troppo "morbido" nei confronti della Russia.
23.02.202509:41
Tornando invece a cose più contemporanee, oggi mi trovate su Spunti di Riflessione, il canale YouTube di Paolo Arigotti che ringrazio per l'intervista (mi trovo a disagio a scrivere intervista, diciamo che sono contento quando mi fanno parlare perché così capisco meglio quello che penso, per cui, appunto, grazie).

Ci trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=t8CjfkNKY1Q

Il canale di Paolo invece è questo: https://www.youtube.com/@paoloarigottigiornalista
21.02.202515:26
Esattamente il 2 dicembre 2022 dicevo che una delle carte che si potevano giocare nelle eventuali trattative di pace era prendere i famosi 300 miliardi di soldi russi bloccati in Europa e usarli, in parte o in toto, per la ricostruzione in cambio della sospensione delle sanzioni. Fa piacere vedere che due anni e due mesi dopo se ne inizia a discutere davvero.

https://www.reuters.com/world/europe/russia-could-concede-300-bln-frozen-assets-part-ukraine-war-settlement-sources-2025-02-21/
20.02.202513:48
La seconda posizione è quella che, paradossalmente, mi vedrebbe più d'accordo (eticamente, non praticamente): intervenire direttamente nel conflitto, in modo che non muoiano solo gli ucraini né che solo l'Ucraina venga devastata, ma anche i nostri e casa nostra. Solo i nostri e solo casa nostra, perché gli USA hanno espresso chiaramente, e per bocca del Segretario della Difesa, che non intendono averci niente a che fare. Questa cosa, ipotizzando si possa mantenerla nell'ambito del convenzionale (e già qui in tutta probabilità torniamo nel desiderio e non nella realtà) sarebbe certamente vantaggiosa per l'Ucraina, ma al di là del fatto che rischieremmo grosso anche noi direttamente (ripeto: eticamente mi pare il caso, se riteniamo necessario il sostegno) non è detto che il conflitto possa essere riportato a posizioni più "giuste". È stato del resto il CEO di Rheinmetall, non Peskov, a dire due giorni fa che gli arsenali europei sono vuoti. Quindi torneremmo alla conclusione del punto 1, con in più danni e morti distribuiti anche da noi, ma appunto con la decenza di aver pagato in prima persona e non fatto solo pagare ad altri per sentirci moralmente a posto.
Ah, siamo già arrivati a questo (si riferisce a Gonzalo Lira). Le cose si muovono molto velocemente.
25.02.202523:07
Paolo è anche su Telegram, seguitelo!

https://t.me/paolomossetti
Proviamo a fare un attimo chiarezza su quello che è successo ieri alle Nazioni Unite, perché vedo che c'è un po' di confusione. Dunque, in primo luogo non c'è stata "una" risoluzione dell'ONU, ce ne sono state tre: due dell'Assemblea Generale (in sigla, L.10 e L.11) e una del Consiglio di Sicurezza. La prima risoluzione dell'Assemblea Generale era stata presentata dall'Ucraina, e ripeteva sia nel linguaggio che nella sostanza le risoluzioni presentate negli anni passati, definendo la Russia paese aggressore e chiedendone il ritiro dai territori ucraini. Questa risoluzione è stata approvata, con meno entusiasmo degli anni passati, e ha visto gli Stati Uniti votare contro per la prima volta dall'inizio del conflitto (foto 1).
22.02.202517:46
(Sulla superstar mediatica ovviamente scherzo, anche perché mi risulta che chi lo è guadagna un pozzo di soldi, per cui)
Ero rimasto al 9 maggio, anzi al 20 aprile che è Pasqua, anzi al 10 marzo che è il compleanno di Chuck Norris, ma il 24 mi va benissimo che non ho impegni improrogabili.

(Poi naturalmente il 24 saremo in tripudio perché "Putin voleva annunciare la vittoria oggi ma non lo ha fatto quindi UMILIATO e ABBIAMO VINTO NOI")
20.02.202513:47
La prima è disinteressarci delle decisioni che le suddette grandi potenze prenderanno e, preso atto che la leadership ucraina intende continuare a resistere, continuare come Europa a rifornirli di armi e finanziamenti. Questa posizione, che pare essere quella che, almeno a parole, ha intenzione di seguire la leadership europea, ha però un grosso inconveniente: non è sufficiente a far sì che l'Ucraina riprenda possesso di tutto il suo territorio, o almeno di quello che ritiene sensato poter riprendere, ed espone il paese alla prospettiva di ulteriori, e maggiori, perdite e devastazioni. In questi tre anni l'apporto combinato degli aiuti USA/Europa non è stato sufficiente, anzi ha peggiorato la situazione, e non si vede come aiuti solo europei, quindi fatalmente molto inferiori, possano migliorarla (no, ipotizzare che tirandola abbastanza in lungo la Russia crolli per cause interne non ha a che fare con la realtà ma con il desiderio. Crollerà prima l'Ucraina, e lo sappiamo tutti). La prima soluzione, in sintesi, prevede di continuare a sentirci eticamente soddisfatti aumentando il numero di morti ucraini finché l'Ucraina non collasserà e sarà costretta a condizioni ancora più pesanti delle attuali (che sono peggiori di quelle del 2022, del 2021, del 2014).
Intanto Gabriele Germani continua a perseguire il progetto di fare crollare gli ascolti del suo stesso canale e alle 19.30 manda la seconda puntata del nostro dialogo sulla storia medievale della Bulgaria.

Lo trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=UHlNI5_6BJE
Per domani alle 18 Paolo Mossetti ha organizzato una royal rumble niente male: lui, Mirko Campochiari, Edoardo Fontana, Davide Maria De Luca ed io.

Collegatevi sulla sua pagina Twitter/X: @paolomossetti
25.02.202516:44
Ormai ci siamo davvero, nel senso che alle 18 siamo online, insieme al Giga - Gruppo Insegnanti Geografia Autorganizzati, col seminario gratuito "Economia di guerra, politiche di riarmo e militarizzazione dei territori".

Per seguire, dovete iscrivervi qui: https://gigainsegnantigeografiablog.wordpress.com/modulo-iscrizione-seminari-formativi-giga-unigramsci-2024-25-corso-economia-di-guerra/

A presto!
22.02.202517:40
Una delle conseguenze imprevedibili del mio essere diventato una superstar mediatica è che ogni tanto qualcuno mi chiede di parlare anche di cose diverse dall'Ucraina, cosa della quale sono sempre molto grato soprattutto se, come in questo caso, rientrano nei miei interessi e nelle mie competenze. Quindi immensa gratitudine a Luca Placidi che mi ha intervistato, per il suo canale Tracce di Classe, sull'esperienza socialista in Bulgaria. Abbiamo parlato principalmente del primo ventennio della Repubblica Popolare, con varie incursioni nel periodo successivo che tratteremo più in dettaglio nella seconda parte, che organizzeremo la prossima settimana.

Ci trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=Q-jL4_iganc.

Buon Ministero delle Balene (non saprete di che si tratta, ovviamente, a meno di non seguire il video...).
20.02.202522:15
SPOILER: stavolta ci sono anch'io tra i relatori.

Martedì 25 febbraio inizia il quarto seminario formativo online del GIGA (Gruppo Insegnanti di Geografia Autorganizzati) in collaborazione con Unigramsci, coordinato come sempre dal mio amico Andrea Vento. Ricordo che i seminari sono gratuiti e, a richiesta, rilasciano attestato di partecipazione come corso di formazione da depositare nelle segreterie scolastiche o per altri utilizzi.

L'argomento di questo seminario è "Economia di guerra, politiche di riarmo e militarizzazione dei territori".
Il corso si articolerà in quattro lezioni secondo il seguente programma:

* martedì 25 febbraio - Lezione 1: Tensioni geopolitiche, guerre e politiche di riarmo (Francesco Dall'Aglio, che sono io)
* martedì 4 marzo - Lezione 2: Militarizzazione dei territori e della scuola (Candida di Franco: Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università)
* martedì 11 marzo - Lezione 3: I movimenti locali contro la militarizzazione dei territori: una prospettiva di realizzazione di un movimento nazionale (Federico Giusti: No Camp Darby- Beppe Corioni: Brescia - Coordinamento no nato Emilia Romagna)
* martedì 18 marzo - Lezione 4: L'economia di guerra: concetto, sguardo retrospettivo e situazione attuale (Andrea Vento: coordinamento del Giga, autore della serie di saggi “Economia di guerra oggi”)

Accorrete numerose e numerosi!

Per la partecipazione è necessaria la preiscrizione tramite compilazione del modulo online a questo link:

https://gigainsegnantigeografiablog.wordpress.com/modulo-iscrizione-seminari-formativi-giga-unigramsci-2024-25-corso-economia-di-guerra/

Il link di collegamento alle videoconferenze sarà trasmesso il giorno precedente allo svolgimento delle lezioni.
Gli incontri saranno registrati e poi resi disponibili insieme agli atti delle relazioni.
Chi ha necessità del rilascio dell’attestato di partecipazione può segnalarlo al seguente indirizzo mail: gigamail2014@gmail.com.
20.02.202513:47
Ora io vorrei però sapere una cosa, dai ‟sinceri democratici” che adesso odiano Trump più di Putin, o almeno uguale, e sono indecisi su chi di loro sia più Hitler dell’altro, e dicono e scrivono e augurano ad altri cose con una violenza verbale raccapricciante che non ritrovo, per dire, nemmeno nei forum dei militari ucraini che pure qualche giustificazione ce l’avrebbero eccome.

Da un lato mi fa piacere che finalmente stiano venendo a patti con l’idea che gli USA non sono in automatico i salvatori (bianchi e ricchi) dell’umanità, e addirittura (orrore!) che possano aver messo su la NATO per scopi non del tutto nobilissimi e non del tutto scevri da interessi di bottega, ovviamente la loro. E sarei felice se questa rabbia e questo ritorno a ragionamenti prelogici (‟brutto!”, ‟cattivo!”) fossero semplicemente l’espressione di una santa indignazione davanti a un'ingiustizia troppo forte per poter essere contenuta e razionalizzata, e per alcuni di loro è certamente così (per altri, conoscendo chi sono e cosa hanno scritto e detto e fatto in passato, mi permetto di dubitarne).

E vorrei appunto chiedere loro, posto che il progetto di spartizione del territorio ucraino e/o delle sue risorse è orribile e bieco, quale soluzione propongono perché non sia così e si giunga alla pace "giusta" che affermano di voler vedere realizzata - non quale sia il loro desiderio, o cosa secondo loro sia giusto, perché questo è abbastanza chiaro, ma in che modo agire concretamente perché il desiderio si realizzi nella realtà, non nell'immaginazione. Perché se rifiutiamo l'accordo delle grandi potenze (e dovere ammettere che l'orda degli orchi russi È una grande potenza è, per alcuni di loro, una delle cause del loro stridore di denti, e non la più piccola), e lo rifiutiamo sia eticamente che politicamente, abbiamo da proporre, io penso, solo due strade.
19.02.202517:21
Poi un po' di confusione sul livello di distruzione delle città ucraine, che a sentir lui è "in percentuale peggio che a Gaza", la necessità di nuove elezioni, anche se i sondaggi danno Zelensky al 4% (sarebbe interessante sapere da dove ha tirato fuori questo numero) ed è la leadership ucraina che vuole che la guerra continui. Alla fine, naturalmente, la colpa è di Biden e della sua incompetenza, perché lui con Putin aveva parlato della questione ucraina ed erano d'accordo che non sarebbe successo niente. E invece tutte quelle cupole "vecchie di mille anni" ora sono distrutte e non le si può ricostruire (ha ripetuto la faccenda delle cupole varie volte, anche qui c'è da chiedersi che cosa intende).
Ad ogni modo, al di là delle esatte parole di Trump (e dei suoi flussi di coscienza abbiamo già parlato), quello che importa è che ormai l'Ucraina è sulla difensiva non solo al fronte ma anche nello spazio informativo occidentale, cosa mai successa finora. Zelensky appare spiazzato, così come il resto del suo entourage. L'unica risposta, sostanzialmente, è che Trump è vittima della propaganda russa. Un po' poco.
25.02.202521:37
Al Consiglio di Sicurezza, infine, gli USA hanno presentato la stessa risoluzione "neutra". Dieci paesi hanno votato a favore (USA, Cina, Russia, Algeria, Guyana, Sierra Leone, Corea del Sud, Pakistan, Panama e Somalia), e 5 si sono astenuti: Gran Bretagna, Francia, Grecia, Slovenia e Danimarca. La cosa interessante è che Francia e Gran Bretagna, che in quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza hanno diritto di veto, avrebbero potuto esercitarlo e respingerla, ma non lo hanno fatto e si sono invece astenuti. "Normalizzati" anche loro?

Nota surreale. Alla prima votazione il rappresentante serbo ha votato a favore della risoluzione ucraina. Aleksandar Vučić ha chiesto scusa ai cittadini per l'errore, la Russia ha detto che non c'è problema e che gli errori possono capitare, ma ovviamente la cosa verrà sfruttata a fini di politica interna, col vicepremier Aleksandar Vulin che ha già accusato senza mezzi termini i rappresentanti serbi all'ONU di tradimento, dando la colpa al ministro degli Esteri Marko Djurić.
Ci siamo!

O meglio, ci saremo domani col mio seminario inserito nei corsi del Giga - Gruppo Insegnanti Geografia Autorganizzati, che abbiamo chiamato "Economia di guerra, politiche di riarmo e militarizzazione dei territori". È domani alle 18, online e ovviamente gratuito.
Per partecipare dovete iscrivervi qui: https://gigainsegnantigeografiablog.wordpress.com/modulo-iscrizione-seminari-formativi-giga-unigramsci-2024-25-corso-economia-di-guerra/

Ricordo a chi ha partecipato ai seminari precedenti che l'iscrizione fatta in passato non vale anche per questo, quindi dovete ri-iscrivervi! Ricordo anche che il seminario sarà registrato e poi reso disponibile insieme agli atti delle relazioni.
Chi ha necessità del rilascio dell’attestato di partecipazione può segnalarlo al seguente indirizzo mail: gigamail2014@gmail.com.

(Volevo fare un fotomontaggio mettendo la mia testa al posto di quella di Gramsci ma a parte la lesa maestà sono troppo pigro).
21.02.202515:34
(Pure von der Leyen in quei giorni ne parlava, ma lei li voleva confiscare per punizione)
20.02.202513:48
Non mi pare di vedere altre soluzioni. È certamente possibile che ci siano e che io non sia in grado di vederle, nel qual caso vorrei, se il ribrezzo che faccio loro non è eccessivo, che me le spiegassero, perché il momento è grave e non c'è più molto tempo.
Prima che ci pensi qualcun altro
Come era prevedibile, è cominciata la "character assassination" di Zelensky, passato nello spazio di pochi giorni da eroico leader della resistenza a "comico di modesto successo" che ha raggirato l'anziano Biden e fatto sparire un centinaio di miliardi, come ha scritto Trump sul suo Truth Social (foto). Già ieri aveva infierito davanti alle telecamere: non ha niente contro di lui personalmente, personalmente gli piace ma non gli interessa la questione personale, gli interessa "finire il lavoro" e l'Ucraina non può lamentarsi di non essere inclusa nei negoziati perché per negoziare ha avuto tre anni di tempo e svariati anni prima, e anche un negoziatore "mediocre" avrebbe potuto risolvere la questione con poca perdita di territorio e nessuna perdita di vite, e ora si trovano in una situazione "che non avrebbero dovuto iniziare".
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